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RECENSIONE: Le Ore Invisibili di David Mitchell

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LE ORE INVISIBILI di David Mitchell

VOTO: 4/5

[Frassinelli| MondadoriStore | LaFeltrinelli]

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Leggere i libri di David Mitchell mi riempie la testa e mi da soddisfazione. Ne “Le Ore Invisibili” edito da Frassinelli così come nel ben più famoso, nonché mio assoluto preferito  “Cloud Atlas”,  il racconto non è lineare ma bensì organizzato in una struttura concentrica. Si tratta di 6 storie, ognuna ambientata in momenti diversi della vita di Holly Sykes, in un lasso di tempo che va dal 1984 fino al 2043.  Ed è proprio il tempo, il suo scorrere, che fa da sfondo dietro ogni singola parte di questo racconto. Ho sempre ammirato la capacità di Mitchell di gestire così tanti personaggi e racconti senza trascurarne nessuno. La sua maestria nell’intrecciare le storie in un risultato armonioso e perfetto, dove ogni dettaglio si allaccia e funziona perfettamente così come le rotelle di un’orologio si incastrano una con l’altra e fanno muovere le lancette. Il risultato e un caleidoscopio di eventi e dettagli.

“Ti capita mai di perdere le ore? Non nel senso di “Oh come vola il tempo” , ma come quando un’ora se n’e andata . Letteralmente, fra un battito di cuore e l’altro. Bè, forse il tempo è una specie di falsa traccia. Eppure io so che la mia vita sta cambiando”
— Le Ore invisibili di David Mitchell

Nulla è casuale, ogni personaggio è unico e sembra vivo, perfettamente caratterizzato e saldo nel suo ruolo.Non si tratta di un romanzo semplice , bisogna superare la confusione iniziale e leggerlo fino alla fine per poterlo capire . Questo è un libro che ha la capacità di confonderti totalmente, risultando caotico e incomprensibile, presentando storie che all’occhio di un lettore inesperto che per la prima volta si approccia a Mitchell, possono sembrare del tutto incongruenti e labirintiche, scoraggiandone la lettura. Ma se si insiste, se si prosegue, ci si accorge della presenza di un fil rouge che le lega tutte. Si percepisce come un singolo evento possa scatenare una reazione a catena che plasma il futuro e lo svolgersi della storia stessa. 

“È così che si perpetuano le nostre vite, finché abbiamo qualcuno per cui e in cui vivere “

“Le Ore Invisibili” si può definire un fantasy, ma non del tipo classico. Non troverete stregoni o magia, ma una lotta tra bene e male che si svolge da tempo, fuori dal tempo e per il tempo, invisibile a noi orologi d’ossa che siamo destinati e invecchiare e morire. Si tratta di una lettura fluida che parte lenta ma che evolve in un crescendo di avvenimenti e rivelazioni che rendono praticamente impossibile mettere giù il libro . Un linguaggio schietto e diretto senza fronzoli e senza eccessive parti descrittive . Fino alla fine ho amato Hugo Lamb, in assoluto il mio personaggio preferito e la parte che meno mi è piaciuta , ma che mi ha sicuramente colpita è stata quella finale che ho trovata, ahimè, lenta ed è la causa della mancanza della quinta stellina . Per una volta ritengo che il titolo tradotto sia più appropriato nella versione italiana che non in quella originale. Insomma, mi è piaciuto molto, seppur non quanto Cloud Atlas, che per me resta il migliore.

Perché un nuovo viaggio cominci, un vecchio viaggio deve finire, più o meno
— Le Ore Invisibili di David Mitchell

Erica

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