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Ho lasciato entrare la tempesta di Hannah Kent

Ho lasciato entrare la tempesta di Hannah Kent

Il libro più intenso che io abbia mai letto.

Non sono passati neppure 10 minuti da quando ho letto l'ultima pagina di"Ho lasciato entrare la tempesta" di Hannah Kent,  edito Piemme, che già sono qui a scrivere cosa ne penso. Questo libro è splendido!

Hannah Kent è una giovane scrittrice australiana e con questo suo romanzo di debutto si è valsa la vittoria di numerosi premi. La storia di Agnes Magnúsdòttir, raccontata in questo romanzo storico, è purtoppo basata su fatti reali. La sua fù l'ultima esecuzione in Islanda insieme a quella di Fridrik Sigurdsson, entrambi accusati dell'omicidio di Natan Ketilsoon e Pètur Jònsson nel 1829.  Il libro è arricchito infatti, all'inizio di ogni capitolo di documenti ufficiali, lettere e trascrizioni giuridiche . L'islandese influenza moltissimo la lettura, con cognomi e luoghi che sono stati lasciati nella lingua originale e che ammetto essere parecchio difficili da pronunciare correttamente. Io ho ascoltato anche l'audiolibro dove i nomi letti con la corretta pronuncia contribuiscono a rendere l'ambientazione più relaistica e la lettura più scorrevole .

"Ho lasciato entrare la tempesta" non racconta solo i fatti , ma parla sopratutto di Agnès. Bellissima e con capelli neri come il carbone e occhi di blu quasi trasparente. Ha sempre avuto una vita difficile. Dopo anni di duro lavoro si ritrova a prestare servizio nella fattoria dell'erborista Natan Ketelsoon. Fino a quando lui e il suo amico Peter non vengono trovati brutalmente assassinati e Agnes, insieme adaltri due servi, vengono incolpati e condannati a morte. Con l'approcciarsi dell'esecuzione Agnes viene spostata in una fattoria a Kornsà  dove con il duro lavoro e la preghiera, assistita dal giovane prete Toti, dovrà preparare la sua anima per l'incontro con il Signore. Il libro è un resoconto della sua vita, una lunga e difficile confessione che ci porterà infine a sapere cosa è successo quella notte. Un libro che riporta nero su bianco quanto le superstizioni e le dicerie influenzino il giudizio di una persona e di come facesse paura una donna sveglia e intelligente come Agnes. Ha davvero ucciso Natan?

“Non era difficile credere una bellissima donna capace di un omicidio, pensò Margret .Come dicono i racconti, Opt er flago i fogru skinni. Una strega ha sempre un bell'aspetto.”

 

È un libro intenso e riflessivo. Mi ha commosso profondamente. L'ambientazione e i paesaggio sono suggestivi, cosí ben descritti contribuiscono a rendere l'atmosfera tangibile e molto cupa, quasi a sentire la morsa del freddo e del ghiaccio sulla faccia, l'odore delle vaste distese d'erba piegate dal vento, i fiordi e il mare agitato e gelato. I lunghi pomeriggi a lume di candela nella badstofa mentre Agnes racconta tramite dei flashback la sua storia svelandoci la solitudine e la tristezza che hanno segnato la sua esistenza e la sua paura della morte.Solo la fredda e dura accettazione di una vita solitaria e priva di amore e giustizia.

Una storia dall’incredibile delicatezza e eleganza e dal fortissimo potere emotivo che vi farà dolere il cuore. Una donna forte e determinata, che nonostante le avversità è andata avanti e affronta con forza il suo destino.

La storia è coinvolgente, mentre si ascoltano i racconti di Agnes che piano piano porteranno a scoprire cosa è davvero successo quella notte, il tempo passa, e la data dell'esecuzione è sempre più vicina. Si vorrebbe sapere di più, ma si ha anche paura di scoprire cosa sarà poi.L'uso degli aggettivi è straordinario, il modo in cui Agnes descrive le sue sensazioni è sicuramente in grado evocare nella mente di chi legge un'immagine chiara del momento e proprio per questo ci si sente cosí coinvolti.  La prosa è incisiva e il linguaggio chiaro e diretto. La Kent non si riserva di descrivere anche la peggiore delle situazioni a chiare lettere.

Un libro intenso e meraviglioso.

Consigliatissimo.

 

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