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Book blogger: basta collaborazioni, i miei libri li scelgo da sola.

Book blogger: basta collaborazioni, i miei libri li scelgo da sola.

Confesso che è da un pò che questa idea mi bazzica per la testa e finalmente mi sono decisa e ho reciso tutti i contatti come book-blogger con le case editrici.

Ma prima un piccolo preludio: ciò che leggerai di seguito è la mia personalissima visione sul book blogging dopo 3 anni “nel giro” . Tutti gli esempi che faccio fanno riferimento a situazioni in cui mi sono realmente e personalmente ritrovata.

Non è un segreto che le case editrici puntino sempre di più sui blogger per sponsorizzare le loro pubblicazioni fornendo il materiale promozionale (ovvero i libri) spontaneamente o su richiesta . Suddetto materiale è gratuito quasi sempre in formato cartaceo e in anticipo sulla data di uscita e si tratta sempre di una nuova uscita.

“Ringrazio l’editore per la mia copia ricevuta in cambio della mia onesta opinione” è una formula che appare alla fine della maggior parte delle recensioni presenti online al momento e io stesso l'ho usata più volte . E a dirla tutta non è una faccenda che mi disturba, anzi, si tratta pur sempre di marketing e sarebbe ipocrita fingere ignoranza al riguardo. A patto che non si valichi innavertitamente, Ops!, la linea sottile tra “sponsorizzare” e “recensire”. Che nel mondo di instagram e degli influencer ha più la consistenza della nebbia marzolina che non lo spessore di un muro di mattoni.


Il motivo per cui ho deciso di recidere i rapporti come book-blogger con tutte le case editrici, italiane e non, é dato dal fatto che mi sono finalmente resa conto di quanto le mie scelte di lettura fossero influenzate dal materiale gratuito che ricevevo. Mi è sempre piaciuto pensare di avere il controllo ma alla fine analizzando bene la faccenda mi sono accorta che erano loro a controllare me.

Questo non significa che smetterò di parlare di libri.
Significa solo che da ora in avanti, leggere l'ultimo libro in uscita sarà solo una mia scelta e non una priorità o un dovere.

Se siete familiari con il mondo del blogging ( e se non lo siete ve lo spiego io) non potete negare che questo genere di rapporti tra blogger e case editrici non influenzi le vostre scelte di lettura e sbiadisca a suon di copie omaggio la sottile linea tra pubblicizzare e informare. Concetto spiegato benissimo dalla mitica Chiara Beretta Mazzotta che qualche tempo fa con un suo video diede via a un’accesa discussione al riguardo sulla sua pagina Facebook .
La ricerca di una ricompensa per tutte le ore spese dietro al pc a curare il proprio blog è assolutamente comprensibile ma è importante capire cosa si vuole fare. Si vuole consigliare o sponsorizzare ? Io ho preso una decisione : quando si tratta d libri scelgo di consigliare.

Ecco perchè:

  • Non sempre gli uffici stampa fanno bene i compiti a casa,
    Hai 3mila followers ma leggi solo fumetti? Ti mandano un thriller. Parli di thriller? Ti mandano un romance.
    E il problema qui sta nel fatto che davanti a una copia omaggio, quanto piú quando spontanemante offerta e non richiesta, rifiutare una collaborazione non é facile ( ma decismanete possibile!) e ci si sente in dovere di ricambiare in qualche modo mettendosi talvolta in una posizione davvero scomoda. Per tutti.

  • Ricevi tanti libri, più di quanti tu possa effettivamente leggere.
    Per me uno spreco. Ma che fare? Saltare la data di uscita e non parlarne o parlarne senza aver fatto in tempo a leggerlo? Siamo di nuovo in una posizione scomoda. E considerato che per me non si tratta di un lavoro, anche fin troppi pensieri.

  • Puoi davvero sconsigliarlo?
    La risposta non è cosi semplice. Puoi scrivere alla CE e dire che non ne parlerai perché non ti è piaciuto ( e fare le cose per bene fornire delle valide motivazioni) cosi da evitare di fare pubblicità negativa e salvare i rapporti con l’ufficio stampa. Ma a questo punto stai davvero fornendo un servizio ai tuoi lettori o stai semplicemente salvando la faccia con la casa editrice? E ancora una volta a farne le spese sono le persone che ti seguono e diciamocelo, altre beghe che si accumulano.

Per quanto mi riguarda le beghe che si andavano a creare erano troppe e avevo totalmente perso controllo sul materiale che ricevevo, essendo il mio contatto finito negli anni di mano in mano ai vari addetti stampa che molto probabilmente non si prendevano la briga di fare un targheting appropriato quando distribuivano il materiale promozionale. Di tutto quello che ricevevo senza essere richiesto in media solo 1 libro su 5 a mio avviso valeva la pena di essere condiviso, di essere letto e nella maggior parte dei casi neppure rientrava nei generi letterari che prediligo e di cui parlo. ( ho talmente tanti romance a casa che se li impilassi tochetterebbero il soffito 2 volte . E io non leggo romanzi rosa) . Sentirmi in dovere di leggere qualcosa o in colpa qualora scegliessi di non farlo andava contro tutti i motivi che mi hanno spinto a iniziare a scrivere qui sul blog. Ed è per questi motivi che per Libretto Reviews le collaborazioni con le case editrici finiscono qui.

Se il tuo obbiettivo è di fare del book-blogging il tuo lavoro allora continua a seguire il tuo sogno e lavorare sodo fornendo contenuti di qualità. Come lettrice ti chiedo onestà verso i tuoi lettori e trasparenza, che tu scelga di promuovere o di recensire.
Questa è il mio punto di vista sul book-blogging ma ciò non esclude che tu magari abbia una storia totalmente diversa da raccontare o che si dia il caso, abbia affrontato i miei stessi problemi. Quale che sia la risposta mi piacerebbe sentire la tua storia, se ti va di condividerla!

Comunque e sempre, buona lettura!

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